Mercoledi sera ho avuto il piacere di partecipare a una degustazione molto interessante presso l’Hotel Promenade di Montesilvano, organizzata dalla Confraternita del Grappolo.
Un viaggio tra le affascinanti terre del Monferrato, una regione
che ha il potere di rapire i sensi con le sue eccellenze vinicole,
simili ai cugini delle Langhe.

Guidati dal carismatico Avvocato Guido Carlo Alleva, titolare
della rinomata Tenuta Santa Caterina, abbiamo avuto l’onore di esplorare
i segreti e gli aneddoti di queste terre, grazie anche all’entusiasmante contributo della loro enologa Luciana Biondo.



Tra le colline tra Alessandria ed Asti abbiamo assaporato vini straordinari
come il Grignolino d’Asti, il Grignolino Monferace, il Monferrato rosso,
la Barbera d’Asti, il Monferrato Nebbiolo e il Freisa d’Asti. Ogni sorso
ci ha trasportato in Piemonte tra storie di passione e tradizione.

Ma è stato il Monferace a rubare il mio cuore, un’autentica gemma enologica nata tra le colline e i castelli del Monferrato, custodita gelosamente negli infernot riconosciuti Patrimonio dell’Unesco.
Il nome Monferace evoca un passato di nobiltĂ e prestigio,
e rappresenta un ambizioso progetto che mira a ridare dignitĂ
ad un vino amato e ricercato in tutte le corti italiane ed europee.

Il segreto di Monferace risiede nella sua paziente maturazione.
Con almeno 40 mesi di affinamento, di cui 24 in botti di legno,
questo vino esprime la sua nobiltĂ e eleganza in ogni sorso.

Ringrazio la Confraternita del Grappolo per averci permesso
di immergerci nell’affascinante mondo vitivinicolo del Monferrato.
Benvenuti a Boccabuona, 100% Made in Italy!